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Analisi

Quale sistema per la Fiorentina? 4-3-3, 3-5-2 e 4-2-3-1

Tre sistemi a confronto: la posizione degli esterni, i compiti dei centrocampisti e la protezione della zona centrale. Cosa cambia con ciascuna struttura.

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Illustrazione per l’articolo: Quale sistema per la Fiorentina? 4-3-3, 3-5-2 e 4-2-3-1
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Alla Fiorentina serve un sistema che permetta di attaccare senza perdere le coperture. Prima della sfida con l’Inter, la nostra scelta era un 4-3-3 capace di diventare 4-1-4-1 senza palla. Avrebbe mantenuto due esterni offensivi e tre centrocampisti, evitando un’altra grande riorganizzazione.

Il riferimento era la probabile formazione con Brescianini. Confrontiamo qui i compiti possibili: sono proposte redazionali precedenti alla partita del 25 ottobre 2026, non decisioni attribuite allo staff. [1, 2, 3]

Cosa cambia con ogni sistema?

Sistemi a confronto

4-3-3

3-5-2

4-2-3-1

Schema esplicativo: non rappresenta dati di posizione di una partita specifica.

4-3-3: ampiezza e collegamenti a centrocampo

Il vantaggio principale è la varietà delle soluzioni. Gli esterni allargano la difesa, la punta impegna i centrali e i centrocampisti possono ricevere ad altezze diverse. Fagioli avvia l’azione, una mezzala si avvicina per lo scambio e l’altra cerca spazio verso l’area. Per mezzala intendiamo qui il centrocampista interno accanto al giocatore più basso.

Il rischio nasce quando salgono insieme entrambe le mezzali ed entrambi i terzini. Fagioli resta allora solo davanti ai centrali. La regola proposta è semplice: un centrocampista avanza, l’altro resta disponibile, e i terzini si alternano nelle uscite.

Dopo la perdita gli esterni ricompongono la linea di centrocampo. Nel 4-1-4-1 un giocatore protegge lo spazio davanti alla difesa, ma non può controllare da solo tutti i possibili riceventi. I compagni vicini devono chiudere i passaggi centrali e muoversi insieme a lui.

3-5-2: più presenza in area, un attacco diverso

Il terzo centrale facilita la distribuzione dei compiti contro due punte. Con il rientro dei quinti, i giocatori che percorrono l’intera fascia, si forma una linea di cinque. Può aiutare sui cross e nella copertura del centrale che esce in avanti.

Il cambio richiede però delle rinunce. Con tre centrocampisti e Pellegrino resta un solo posto per un altro attaccante. Mastantuono e Njie non possono mantenere entrambi il loro ruolo di esterni offensivi. Vanno inoltre preparati i movimenti dei quinti e nuove uscite con il pallone.

Cinque uomini bassi non garantiscono il controllo. Se il centrocampo si allontana dalla difesa, l’avversario riceve comunque libero davanti all’area. Il 3-5-2 è quindi un’alternativa da allenare, non una risposta immediata a ogni gol subito.

4-2-3-1: un appoggio vicino a Fagioli

Quando l’avversario chiude Fagioli, Ndour può abbassarsi al suo fianco. Brescianini resta più avanti, tra la coppia e Pellegrino. Con palla la disposizione ricorda il 4-2-3-1; dopo il rientro degli esterni può diventare 4-4-1-1.

Fagioli trova uno scarico più semplice e il centro una copertura migliore. In cambio diminuiscono gli inserimenti da dietro. Brescianini deve aiutare entrambi i reparti: troppo alto lascia sola la coppia, troppo basso isola la punta. È una correzione possibile durante la partita, senza cambiare tutta la formazione.

Compiti a confronto · proposte redazionali
SistemaVantaggioCosa preparare
4-3-3 → 4-1-4-1Due esterni e tre ruoli a centrocampoSalite alternate di centrocampisti e terzini
3-5-2 → 5-3-2Più uomini a difesa dell’areaMovimenti dei quinti e nuovi compiti offensivi
4-2-3-1 → 4-4-1-1Appoggio vicino al primo registaIntesa tra i due mediani e il trequartista

Proteggere l’azione mentre si attacca

Non servono tre centrali di ruolo per lasciare tre uomini dietro. Un terzino può restare con i difensori centrali mentre l’altro sale. Due centrocampisti davanti a loro offrono lo scarico e ostacolano il primo passaggio della ripartenza avversaria. È questa la disposizione 3+2 citata nelle nostre analisi.

Anche la punta ha bisogno di sostegno. Se Pellegrino contende un pallone lungo, un compagno deve essere pronto sulla sponda. Senza questo movimento la squadra restituirà presto il possesso, anche dopo un buon recupero.

Cosa osservare in partita

  • Dopo il recupero ci sono un appoggio corto e una soluzione in avanti?
  • Un centrocampista resta vicino quando l’altro si inserisce?
  • Chi copre il settore lasciato dal terzino?
  • Pellegrino ha sostegno sulla seconda palla?

Sono indicazioni utili anche oltre il risultato della singola azione. Per i giocatori rimandiamo all’analisi del centrocampo; per i compiti a San Siro, alla presentazione della partita.

Fonti e ambito dei dati

Data di riferimento: 24.10.2026. Tabelle e grafici mantengono ambito e cifre dell’articolo. Gli schemi tattici spiegano proposte redazionali, non posizioni misurate dei giocatori.

  1. Sky Sport · Inter–Fiorentina · probabili formazioni
  2. ANSA · Paolo Vanoli · 23.10.2026
  3. Inter · L’analisi dell’avversario: la Fiorentina