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Ventuno gol subiti: difensori scarsi o squadra che difende male?

Difensori, centrocampo, attacco e De Gea dopo il 2-2 con l’Atalanta: duelli, qualità delle occasioni e possibili correzioni.

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ViolaPedia · illustrazione editoriale

Calcio, Firenze e il mondo viola.

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Con ventuno gol subiti nessuno può sostenere che la difesa funzioni. Ma cambiare i centrali non sistemerebbe tutto ciò che succede davanti a loro. La Fiorentina perde troppo spesso l’ultimo duello. Prima ancora, perde la possibilità di decidere dove affrontarlo e con quale copertura.

Nove giornate, undici gol fatti, ventuno subiti, nessuna porta inviolata. Soltanto Monza e Sassuolo hanno incassato di più: ventidue a testa. Non è più il conto di una serata disastrosa. È una tendenza che chiede una risposta tecnica.

Attacchiamo abbastanza. Controlliamo troppo poco

L’idea che i difensori lavorino troppo perché la Fiorentina non attacca regge poco alla verifica. Tiriamo in media 16,6 volte a partita, gli avversari 14,3. Ma nello specchio il rapporto si ribalta: 4,9 contro 6,1. Gli altri concludono meno e impegnano il portiere più spesso.

Tanti tiri, controllo insufficiente

Tiri viola / partita16,6
Tiri avversari / partita14,3
Tiri viola in porta / partita4,9
Tiri avversari in porta / partita6,1
Medie StatsNext dopo nove giornate, arrotondate. Tiri totali e tiri in porta misurano aspetti diversi.[2]

Siamo intorno al 30 per cento di conclusioni nello specchio, contro il 43 degli avversari. Precisione e qualità dell’occasione non sono la stessa cosa. Il dato basta però a togliere valore consolatorio al totale dei tiri: stare vicino all’area altrui non significa necessariamente avere in mano la partita.

Partirei dagli uomini che restano dietro l’azione. Se salgono entrambi i terzini e una mezzala accompagna dentro l’area, chi è pronto quando il passaggio non riesce? Un centrale non può aggredire il ricevente, controllare la punta e seguire contemporaneamente l’inserimento. Essere veloce aiuta. Avere un compagno nel posto giusto aiuta di più.

Con l’Atalanta la pressione non è diventata controllo

Nel 2-2 del 29 ottobre FotMob conta 26 tiri viola contro dieci. Il vantaggio negli xG è molto più contenuto: 1,51 a 1,01. Anche i tocchi nell’area avversaria, 39 a 31, raccontano una partita diversa da un assedio a una sola porta. Il volume delle conclusioni ingrandisce la distanza fra le due squadre.

Njie al 53’, João Mário al 61’, pareggio di Zalewski al 74’: il vantaggio è durato tredici minuti. Una squadra che cerca di uscire dalla crisi deve saper modificare il rischio quando passa avanti. Continuare a giocare, scegliendo meglio quali palloni forzare.

Il tabellino non basta per attribuire il pareggio a un centrale o a un centrocampista: serve rivedere l’azione. Basta invece a spiegare perché una prestazione offensiva migliore non certifichi ancora la guarigione. Il progresso deve reggere anche quando c’è un risultato da difendere.

I difensori non sono assolti

L’organizzazione non cancella la responsabilità individuale. Nei numeri ci sono segnali da prendere sul serio, ma non riguardano tutti nello stesso modo. La tabella raccoglie duelli, non giudizi completi sui difensori; le date indicano il campione effettivamente disponibile.

FotMob, Serie A 2026/27. Due schede non includono ancora l’Atalanta; le date indicano il campione effettivo. Il trattino segnala un valore non disponibile nel pannello consultato.
GiocatoreMinutiDuelli vintiPercentualeDuelli aerei vintiAggiornamento
Drăgușin7203356,9%18 / 2725.10
Viery4021539,5%3 / 1325.10
Pongračić208743,8%2 / 429.10
Ranieri3091157,9%5 / 629.10
Jiménez6063660,0%4 / 729.10
Valdepeñas4411942,2%7 / 1129.10
João Mário2731657,1%—29.10
Dodô136666,7%—29.10

Prima dell’Atalanta Drăgușin aveva vinto 18 duelli aerei su 27, Viery tre su tredici. Sono profili diversi, con conseguenze diverse nella gestione dei cross e delle seconde palle. I cinque successi aerei di Ranieri su sei sono incoraggianti, ma sei episodi non risolvono una crisi. Nemmeno la percentuale di Dodô in 136 minuti chiude il dibattito sulle scelte.

Chi chiude una linea di passaggio può non registrare alcun contrasto. Chi vince un duello difficile può aver contribuito poco prima a creare il pericolo. La statistica serve per iniziare una valutazione, non per sostituirla.

Il centrocampo deve difendere prima di essere superato

La prima distanza da sistemare è quella tra il mediano e i centrali. Quando il primo passaggio avversario attraversa il centro, la linea deve correre verso la propria porta. Perde la possibilità di indirizzare l’azione. Un difensore esce, l’altro copre, e dopo due passaggi la struttura iniziale non c’è più.

Dopo una perdita il più vicino deve rallentare il portatore. La mezzala sul lato palla chiude dentro, il mediano protegge lo spazio davanti ai centrali, il terzino opposto stringe. Il primo intervento non deve essere spettacolare. Deve evitare che il secondo diventi disperato.

Proteggere il proprio attacco

PALLA PERSA SULLA FASCIA
ABCDE▭
1. Il più vicino rallenta
2. La mezzala chiude il passaggio interno
3. Il mediano protegge lo spazio davanti ai centrali
4. Il terzino opposto stringe
A–C: tre uomini a protezione della profondità; D–E: due davanti. Schema della risposta proposta, non ricostruzione di un gol subito. Obiettivo: negare il primo passaggio centrale e dare tempo alla linea.

Vale anche per le scelte offensive. Serve un appoggio corto quando l’ingresso in area si chiude, e qualcuno pronto sulla respinta. Senza questa rete un tiro difficile può diventare l’inizio del contropiede avversario. La protezione della nostra porta comincia prima della conclusione verso quella degli altri.

Mostra lo schema tattico animato
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Schema illustrativo della proposta — non ricostruzione di un’azione della partita.

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De Gea non può chiudere tutto il conto

In nove partite ha 33 parate, il 61,1 per cento di interventi riusciti e un valore FotMob di gol evitati pari a −1,83. Quest’ultimo dato colloca il rendimento sotto l’attesa del modello, che considera anche l’esecuzione del tiro. Il portiere, oggi, non sta portando la squadra oltre la difficoltà delle conclusioni ricevute.

La media arrotondata degli xGA StatsNext è circa 1,5 a partita; i gol incassati sono 2,33. La distanza merita attenzione. Non possiamo però sottrarre un modello per il portiere a un modello pre-tiro e assegnare il resto ai centrali. La richiesta concreta è più chiara: parare meglio e dover parare meno spesso alle condizioni scelte dall’avversario.

Che cosa chiameremo miglioramento

Guarderei oltre il prossimo risultato: meno tiri avversari nello specchio, centrocampisti abbastanza vicini da chiudere il centro, scelte più lucide dopo il vantaggio. Questi sarebbero segnali di controllo. Vincere subendo altri due gol darebbe sollievo, senza risolvere la questione.

La Fiorentina ha difensori che devono difendere meglio. Ha anche una squadra che lascia troppo spesso all’avversario la scelta del luogo e del momento dell’esame. Finché non cambieranno entrambe le cose, ogni nuovo centrale rischierà di sembrare il prossimo da sostituire.

Dati di squadra: nove giornate di Serie A, fino all’Atalanta del 29 ottobre 2026. Fonti: Lega Serie A, StatsNext e FotMob. Aggiornamento individuale indicato in tabella. Le proposte tattiche sono valutazioni redazionali dei dati, non un audit video completo dei gol.

Fonti

  1. Lega Serie A — bilans po 9. kolejce
  2. StatsNext — team statistics, 29.10.2026
  3. FotMob — Fiorentina–Atalanta, 29.10.2026
  4. FotMob — David de Gea
  5. FotMob — Radu Drăgușin
  6. FotMob — Viery
  7. FotMob — Marin Pongračić
  8. FotMob — Luca Ranieri
  9. FotMob — Álex Jiménez
  10. FotMob — Víctor Valdepeñas
  11. FotMob — João Mário
  12. FotMob — Dodô