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Dopo una ricostruzione così profonda, la classifica diventa un atto d’accusa contro il mercato. È comprensibile: la Fiorentina non ha preso giocatori per raccogliere complimenti sul loro potenziale. Ma dare a tutti lo stesso giudizio sarebbe comodo e poco utile. Qualcuno sta già contribuendo. Altri hanno ricevuto più aspettative che minuti.
Il riferimento è il 2-2 con l’Atalanta del 29 ottobre, dopo nove giornate di Serie A. Qui valuto tredici nuovi giocatori della prima squadra. Riscatti di prestiti precedenti e operazioni del vivaio sono altre parti del mercato, da non confondere con il rendimento dei nuovi arrivati.
Prima i minuti, poi le sentenze
| Giocatore | Minuti | Gol | Assist |
|---|---|---|---|
| Álex Jiménez | 606 | 2 | 2 |
| Alieu Njie | 546 | 1 | 1 |
| Franco Mastantuono | 700 | 3 | 0 |
| Mateo Pellegrino | 639 | 2 | 0 |
| Beto | 182 | 0 | 1 |
| Arthur Atta | 335 | 0 | 0 |
| Christ Inao Oulaï | 213 | 0 | 0 |
| Radu Drăgușin | 810 | 0 | 1 |
| Viery | 492 | 0 | 0 |
| Víctor Valdepeñas | 441 | 0 | 0 |
| João Mário | 273 | 1 | 0 |
| Wilfried Gnonto | 229 | 0 | 0 |
| Pedro Gonçalves (Pote) | 118 | 0 | 0 |
Le sette presenze di Beto valgono 182 minuti: poco più di due partite intere. Le sei di Pote ne valgono 118. Non devono essere protetti da qualsiasi critica. Devono essere valutati per ciò che hanno avuto materialmente il tempo di mostrare.
Jiménez offre il ritorno più concreto
Due gol, due assist, 606 minuti. Per difendere Jiménez non serve parlare soltanto di ciò che potrebbe diventare fra due anni. Il contributo attuale è già un argomento. Ha segnato a Napoli e Inter, poi servito un assist contro l’Atalanta. La produzione di un terzino conta in una squadra ancora in cerca di gol affidabili.
Apprezzare l’inizio non significa però inserirne la replica automatica nel bilancio futuro. FotMob gli attribuisce 0,38 xG per due reti. Una precisione simile sulle conclusioni difficili non è una base prudente. Il valore più durevole sarà arrivare con continuità in posizioni utili e servire i compagni. I gol sono un premio, intorno al quale occorre un lavoro ripetibile.
Njie e Mastantuono: il lampo deve diventare abitudine
Njie ha un gol e un assist in 546 minuti, entrambi arrivati contro l’Atalanta. Merita un seguito, senza dichiarare già risolto il problema della fascia. Una grande serata mostra la possibilità. Le successive diranno quanto ci si possa fare affidamento.
Mastantuono ha tre reti di campionato e 700 minuti, più degli altri nuovi offensivi. Tutti e tre i gol sono arrivati contro il Venezia. La tripletta ha valore, ma il totale non descrive le altre otto giornate. Serve pericolosità anche quando non conclude: passaggi dentro l’area e movimenti che facciano ricevere un compagno rivolto verso la porta.
Non chiederei a due giovani di reggere da soli l’attacco. Chiederei al tecnico di organizzare il sostegno al loro dribbling, evitando che un tentativo fallito costringa immediatamente tutti alla rincorsa.
Pellegrino e Beto: due problemi diversi
Pellegrino ha due gol in 639 minuti, circa 0,28 ogni novanta. Con un posto regolare si può pretendere di più. Prima di attribuire tutta la mancanza alla conclusione bisogna però guardare i rifornimenti: finisce le azioni in area oppure passa il tempo a lottare per palloni lontani dalla porta? I gol da soli non separano un errore davanti al portiere da un’occasione mai costruita.
Beto è a zero reti, un assist e 182 minuti. Per ora gli manca soprattutto un ruolo abbastanza lungo e riconoscibile. Un altro ingresso finale può cambiare un risultato senza chiarire cosa darebbe in una serie di partite intere. Prima di considerare sbagliate entrambe le punte, il club deve capire se possiede un piano concreto per utilizzarle.
Atta e Oulaï: al centro manca ancora una risposta
Atta ha giocato 335 minuti di campionato; nell’archivio consultato l’ultima presenza è quella con il Napoli del 20 settembre. L’assenza limita il giudizio sul calciatore, ma la disponibilità rimane parte del giudizio sull’operazione. Chi deve aiutare a ricostruire il centrocampo deve poterlo fare sul campo.
Oulaï ha 213 minuti, meno di due partite e mezzo. Con l’Atalanta è entrato all’intervallo. Ci sono elementi da cui partire: otto contrasti nella voce tackles, cinque intercetti, diciotto duelli vinti con il 66,7 per cento di successo. Non bastano per annunciare un leader. Bastano per discutere di compiti, anziché soltanto del prezzo.
In una squadra che ha subito ventuno gol, chi resta davanti ai centrali quando sale una mezzala? Se la risposta cambia a ogni azione, il mercato da solo non darà stabilità. Un centrocampista va valutato anche per gli attacchi impediti chiudendo una linea di passaggio. La percentuale di passaggi riusciti non sostituisce quel lavoro.
Difesa nuova non significa ancora difesa migliore
Drăgușin ha giocato tutti gli 810 minuti. Ha avuto abbastanza campo per chiedergli un’influenza sulla stabilità del reparto. Con ventuno gol subiti non possiamo dire che il nuovo centrale abbia risolto il problema collettivo. Non possiamo nemmeno attribuirgli l’intero conto, ignorando copertura del centrocampo e rendimento del portiere.
Viery ha 492 minuti, Valdepeñas 441. La crescita dovrebbe accompagnarsi alla riduzione delle decisioni inutilmente difficili. Inserire un giovane difensore in una squadra instabile non ne accelera automaticamente la maturazione. A volte rende soltanto più frequenti le occasioni in cui l’inesperienza si vede.
João Mário ha 273 minuti e un gol all’Atalanta. È un argomento per un’altra occasione, non la prova che la sinistra sia sistemata. Separerei il contributo offensivo dall’affidabilità difensiva: una rete può arrivare in una partita, la fiducia richiede una serie di prestazioni responsabili.
Gnonto e Pote: anche la panchina ha bisogno di un piano
Gnonto ha 229 minuti, Pote 118: entrambi senza gol e assist in campionato. Per ora il dato racconta soprattutto un coinvolgimento limitato. Se devono migliorare le alternative, servono consegne riconoscibili: attaccare uno spazio, sostenere il portatore, cambiare ritmo. «Inventati qualcosa» negli ultimi quindici minuti non è un ruolo tattico.
Il tecnico non deve dividere il tempo in parti uguali. Deve sapere cosa vuole da chi entra. Il club deve distinguere un’alternativa per un certo tipo di gara da un altro giocatore in attesa dello stesso spazio.
Il bilancio: buoni contributi, troppo poca squadra
Jiménez offre le prove immediate più solide. Njie ha una base importante dopo l’Atalanta. Mastantuono ha mostrato possibilità, senza continuità produttiva. Pellegrino ha bisogno di più gol, Atta di disponibilità, Oulaï di continuità e responsabilità chiare. Per Beto, Gnonto e Pote i minuti sono ancora pochi per una sentenza definitiva.
Non sommo le cifre pubblicate in un totale apparentemente esatto: i resoconti mescolano prezzi base, bonus, prestiti e riscatti di operazioni precedenti. Qualunque sia il perimetro contabile, una ricostruzione di questa portata deve dare di più.
Il vero esame di un acquisto è quanto migliori il lavoro degli altri. La Fiorentina sa indicare un innesto riuscito e un’azione riuscita. Ancora troppo raramente riesce a mostrare come, insieme, facciano una squadra riuscita.
Situazione dopo il 29 ottobre 2026. Minuti, gol e assist: FotMob, soltanto Serie A 2026/27. Valutazioni redazionali, non voti algoritmici né audit video completo. Tredici nuovi giocatori della prima squadra, esclusi riscatti precedenti e operazioni del vivaio.
Fonti
- FotMob — Álex Jiménez
- FotMob — Alieu Njie
- FotMob — Franco Mastantuono
- FotMob — Mateo Pellegrino
- FotMob — Beto
- FotMob — Arthur Atta
- FotMob — Christ Inao Oulaï
- FotMob — Radu Drăgușin
- FotMob — Viery
- FotMob — Víctor Valdepeñas
- FotMob — João Mário
- FotMob — Wilfried Gnonto
- FotMob — Pedro Gonçalves (Pote)
- ViolaNews — riepilogo mercato 2026
- FotMob — Fiorentina–Atalanta


