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Sassuolo–Fiorentina: al leone serve un piano, non soltanto un ruggito

Due squadre fragili, tre punti di distanza e la tentazione di attaccare senza misura. Il piano viola per Reggio Emilia, le probabili formazioni, i precedenti e la storia Mapei.

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Illustrazione per l’articolo: Sassuolo–Fiorentina: al leone serve un piano, non soltanto un ruggito
ViolaPedia · illustrazione editoriale

Calcio, Firenze e il mondo viola.

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A Reggio Emilia non daranno punti a chi saprà annunciare meglio la fine della crisi. Bisognerà conquistarli giocando, correndo e difendendo. La Fiorentina affronta un avversario che si può colpire. Il problema è che, finora, ha offerto agli altri la stessa possibilità.

Il pareggio con l’Atalanta ha interrotto la sequenza di sconfitte, senza chiudere il discorso sui limiti della squadra. Un po’ di sollievo può diventare pericoloso se porta a pensare che adesso il risultato arriverà da solo. Anche il Sassuolo cerca una risposta. Anche il Sassuolo avrà segnato questa partita sul calendario come un’occasione.

Sassuolo–Fiorentina · lunedì 2 novembre 2026 · ore 18:30 CET · Mapei Stadium – Città del Tricolore, Reggio Emilia · 10ª giornata di Serie A. Fonte

Prima la classifica, poi le ambizioni

Il Sassuolo ha otto punti, la Fiorentina cinque. Vincere significa agganciare i neroverdi; perdere significa ritrovarli a sei lunghezze. È un punto di partenza più utile dell’ennesima discussione sul potenziale della rosa. Fonte

I padroni di casa arrivano da tre sconfitte consecutive in campionato. La Viola ha fermato la propria serie negativa contro l’Atalanta. Servono punti a entrambe, ma questo non obbliga nessuno a cercare di risolvere tutto nei primi dieci minuti. La pressione rende invitante la fretta. Non la rende una buona scelta. Fonte

La forma recente e il contesto del 2–6

DataPartitaRisultato
18.10Fiorentina – Como1–3
25.10Inter – Fiorentina2–1
29.10Fiorentina – Atalanta2–2
16.10Frosinone – Sassuolo4–2
24.10Como – Sassuolo2–0
27.10Sassuolo – Lazio2–6

Fiorentina · Sassuolo

In queste tre gare la Fiorentina ha segnato quattro gol e ne ha subiti sette; il Sassuolo due e dodici. È un conto ricavato dai risultati, non un modello per indovinare lunedì. L’ultima partita neroverde richiede una precisazione: contro la Lazio, Thorstvedt è stato espulso al 31’. Turati ha poi parato due rigori. Sei gol subiti raccontano una serata pesantissima, ma non descrivono novanta minuti giocati interamente in undici contro undici. Fonte

Costringere il mediano a scegliere

Guarderei prima di tutto gli spazi ai lati del centrocampista più basso del Sassuolo. Se partirà Matić, continuare a servirgli il pallone nella zona che controlla frontalmente non sarebbe una grande idea. Meglio mettergli un dubbio: seguire chi viene incontro oppure proteggere il passaggio verso la punta? Il movimento di uno deve aprire la giocata per un altro.

Un esempio: esterno largo, Brescianini tra terzino e centrale, Pellegrino a impegnare l’altro difensore. Il primo passaggio non deve necessariamente produrre il tiro. Può servire a far girare la difesa verso la propria porta, per poi cercare il pallone arretrato a un centrocampista in arrivo. Preferisco due inserimenti accompagnati bene a dieci cross verso un centravanti circondato.

È una proposta per questa partita, non l’affermazione che ogni gol incassato dal Sassuolo nasca così. I risultati indicano una possibilità. Per sfruttarla servono distanze e movimenti condivisi.

Berardi e Laurienté: nessun terzino deve restare solo

Il rischio peggiore è alzare contemporaneamente entrambi i terzini, perdere il pallone vicino alla linea e inseguire un’azione che punta subito verso il centro. Dire al difensore di non far rientrare Berardi sul sinistro è soltanto l’inizio. Chi chiude il passaggio per Esposito? Chi prende l’inserimento del centrocampista? Senza queste risposte il terzino deve difendere due strade e può sceglierne soltanto una.

Dall’altra parte Laurienté dovrebbe trovare una coppia: il difensore che rallenta l’azione e l’esterno che recupera chiudendo la linea interna. Il centrocampista scivola alle loro spalle, senza buttarsi sul pallone. È lavoro poco spettacolare. Di solito lo notiamo quando il replay mostra che non lo ha fatto nessuno.

A Fagioli servono compagni disponibili, non spettatori

Se Fagioli partirà al centro, la sua qualità servirà poco con tutti gli altri oltre la prima pressione avversaria. Occorrono un appoggio vicino, un uomo più alto e una via d’uscita esterna. Così chi ha la palla può scegliere. Con un solo passaggio possibile, l’avversario conosce già la soluzione.

Non chiedo alla Fiorentina di eliminare il rischio. Chiedo di scegliere dove assumerlo. Perdere il pallone vicino all’area del Sassuolo, con la copertura pronta, può essere il prezzo di un attacco. Perderlo davanti ai propri centrali, con entrambi i terzini già alti, significa offrire un’occasione.

Probabili formazioni, senza trasformarle in certezze

Sassuolo, 4–3–3: Turati; Cinquegrano o Van der Brempt, Idzes o Odenthal, Ćaleta-Car, Doig; Bakola, Matić, Adžić; Berardi, Sebastiano Esposito, Laurienté.

Fiorentina, 4–3–3 che può diventare 4–3–2–1: De Gea; Álex Jiménez, Drăgușin, Viery, João Mário; Ndour, Fagioli, Brescianini; Mastantuono, Pellegrino, Njie. Oulaï è l’alternativa in mezzo, Beto da centravanti e Gnonto sull’esterno. Sono previsioni, non le formazioni ufficiali. Fonte

Thorstvedt è squalificato. Nei bollettini viola figurano Pongračić e Parisi; Atta e Ranieri richiedono una verifica prima dei convocati. Le indicazioni su Idzes e sui terzini neroverdi non coincidono del tutto: meglio lasciare aperti i ballottaggi. Informazioni controllate il 31 ottobre. Fonte

Cinque precedenti: il ricordo del 5–1 può ingannare

DataPartitaRisultato
26.04.2026Fiorentina – Sassuolo0–0
06.12.2025Sassuolo – Fiorentina3–1
28.04.2024Fiorentina – Sassuolo5–1
06.01.2024Sassuolo – Fiorentina1–0
02.06.2023Sassuolo – Fiorentina1–3

Due vittorie per parte e un pareggio in questo campione. La Fiorentina ha perso le ultime due trasferte contro il Sassuolo; prima aveva vinto 3–1. Il largo 5–1 arrivò a Firenze. Mescolare gli stadi è il modo più semplice per costruire un precedente rassicurante che le singole partite non confermano. Fonte

Dietro il Sassuolo: il club, la ceramica e Mapei

La storia del Sassuolo è molto più lunga della sua notorietà televisiva. Il club fa risalire l’inizio al 17 luglio 1920. Giorgio Squinzi e Mapei entrarono come sponsor nel 2002, diventando proprietari nel 2003. La distinzione conta: l’azienda non ha inventato il Sassuolo, gli ha dato le condizioni per cambiare dimensione. Fonte

Mapei nacque a Milano nel 1937 per iniziativa di Rodolfo Squinzi. La sigla deriva dai materiali ausiliari per l’edilizia e l’industria. Gli adesivi per piastrelle sono il volto più conosciuto di un’attività più ampia nella chimica per l’edilizia, dalle malte agli impermeabilizzanti. Il legame con il distretto ceramico sassolese ha dunque una sostanza industriale, oltre al marchio sulla maglia. Fonte

C’è poi un dettaglio geografico da non confondere: la Fiorentina affronta il Sassuolo a Reggio Emilia. I neroverdi giocano al Mapei Stadium dal 2013/14. Il Colosseo della nostra illustrazione è una metafora del confronto, non lo stadio della partita. Fonte

Che cosa guarderò, oltre al risultato

Il passato fiorentino di Aquilani, anche nel lavoro con i giovani, aggiunge una storia personale alla serata. Non servirà a difendere un cross. Da parte viola guarderò soprattutto tre cose: chi protegge il centro dopo una palla persa; quante volte la punta riceve rasoterra dentro l’area; e se un eventuale vantaggio viene gestito anche tenendo il pallone, anziché soltanto allontanandolo.

Non la chiamerei una finale della stagione. È però un ottimo esame per capire se la Fiorentina sa approfittare delle difficoltà altrui senza alimentarle con i propri errori.

Il mio pronostico: 1–2, con una preferenza lieve per la Viola e senza fingere una probabilità scientifica. A una condizione: attaccare con copertura e non trasformare il primo contrattempo in una rincorsa nervosa. Se diventa un continuo scambio di attacchi scoperti, quella preferenza non regge più. Il leone può ruggire prima di entrare nell’arena. Sul campo deve sapere dove mettere la zampa successiva.