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Vanoli merita di poter completare il lavoro, ma la Fiorentina deve chiarire da quali segnali riconoscerà una squadra davvero riparata. Battere il Sassuolo può comprare tempo. Da solo, non risolverà il problema di un gruppo che fatica ancora a proteggersi proprio quando riesce ad attaccare bene.
A Firenze sembra di nuovo che il calendario ruoti attorno alla panchina. Superare questa partita, vincere la prossima, poi tutto dovrebbe sistemarsi. Ma l'ennesima “ultima occasione” perde significato se nessuno sa indicare quale calcio il club intenda costruire dopo.
Prima di Reggio Emilia, la domanda seria non è soltanto se Vanoli conserverà il posto. La Fiorentina crede ancora nel suo lavoro oppure non ha preparato un'alternativa? Sono due motivi molto diversi per avere pazienza.
La pressione esiste. L'ultimatum non è accertato
Non ci sono elementi verificati per presentare la partita del 2 novembre come un ultimatum ufficiale della società. LaViola, il primo novembre, descrive una fiducia ancora presente e sottolinea il peso delle gare con Sassuolo e Juventus. È il quadro del momento, non una garanzia per i mesi successivi.
Il Mapei può però misurare la sostanza di quella fiducia. Contro l'Atalanta la squadra ha reagito. Adesso deve dimostrare di saper imparare. Rimontare dopo un gol subito dà speranza. Essere costretti a ricominciare la rimonta ogni settimana racconta qualcosa di meno rassicurante.
Prima distribuiamo correttamente le responsabilità
Cinque punti in nove giornate sono un atto d'accusa contro l'intero avvio. Non possono essere attribuiti tutti a Vanoli. Le prime tre partite appartengono a Grosso: zero punti, un gol segnato, nove subiti. Vanoli è tornato il 7 settembre e ha iniziato il proprio percorso in campionato vincendo a Venezia.
| Periodo | Partite | Punti | Punti/partita | Gol fatti:subiti |
|---|---|---|---|---|
| Grosso, inizio 2026/27 | 3 | 0 | 0,00 | 1:9 |
| Vanoli, dal ritorno all'Atalanta | 6 | 5 | 0,83 | 10:12 |
| Fiorentina, intero 2025/26 — tutti i tecnici | 38 | 42 | 1,11 | 41:50 |
| Vanoli dopo Pioli, 2025/26 | 28 | 38 | 1,36 | — |
La serie attuale di Vanoli, dal punto di vista viola: Venezia 4–2, Napoli 1–1, Genoa 1–2, Como 1–3, Inter 1–2, Atalanta 2–2. Il campionato precedente completo è un riferimento, non il bilancio personale di Vanoli. Sei gare non consentono una previsione attendibile del piazzamento finale.
Il confronto diretto è ancora più netto. Nella scorsa stagione Vanoli subentrò dopo dieci giornate e quattro punti; la Fiorentina chiuse a 42. Sono quindi 38 punti nelle restanti 28 gare, 1,36 a partita. Oggi la media è 0,83. Condizioni diverse e campioni diseguali impongono prudenza, ma proprio per questo la salvezza precedente non può sostituire il giudizio sul presente.
La sua squadra segna 1,67 gol a partita e ne subisce esattamente due. Non ha ancora chiuso una gara senza incassare reti. Rispetto alle tre giornate di Grosso ha ritrovato gol e punti. Non ha ritrovato il controllo del rischio. È la diagnosi più breve e più onesta del lavoro del tecnico.
Dopo Pioli: salvare la squadra ricostruendo un ordine
Nell'autunno 2025 Pioli lasciò dopo dieci giornate senza vittorie e con quattro punti. Vanoli ereditava l'ultima in classifica. Poteva legittimamente ridurre il compito all'essenziale: accorciare le distanze, chiarire le responsabilità, trovare uomini capaci di decidere sotto pressione. In quella situazione un allenatore può chiedere prima di smettere di scomporsi e soltanto dopo discutere di stile.
La Fiorentina si è salvata e ha chiuso quindicesima. Non trasformiamo quel percorso nella nascita di una grande squadra. Fu un dovere compiuto dopo una partenza disastrosa, non un risultato all'altezza delle ambizioni di Firenze. Il valore del lavoro stava nell'essere usciti da una situazione che poteva diventare una catastrofe.
Contava anche la disponibilità di Vanoli ad abbandonare la difesa a tre. La base del 4–1–4–1 descritta al suo ritorno di settembre aveva già radici nella stagione precedente. Il punto non è la sigla del modulo: aveva saputo cambiare strumento invece di difendere fino all'ultimo la propria idea iniziale.
Dopo Grosso: conosce il club, non ha ritrovato la stessa rosa
Questo ritorno comporta responsabilità diverse. Vanoli conosce l'ambiente e parte dei giocatori, ma in estate è cambiata una porzione importante del gruppo. Non va trattato né come se avesse lavorato senza interruzioni con questa squadra, né come un esordiente a cui concedere tutte le attenuanti.
La società si è separata dal tecnico della salvezza, ha affidato il gruppo a Grosso e dopo tre sconfitte ha richiamato Vanoli. Già questa sequenza dovrebbe raffreddare l'entusiasmo per un'altra rivoluzione. Se ogni cambio inaugura un progetto, il progetto finisce per essere soltanto il tempo che separa due crisi.
Anche il punto di partenza calcistico è differente. Ora Vanoli deve combinare più rapidamente organizzazione e iniziativa. Una struttura a quattro può passare dal 4–1–4–1 al 4–3–3 o al 4–2–3–1 secondo l'altezza dei centrocampisti. Non sono necessariamente tre filosofie diverse. Conta chi resta dietro la palla e chi protegge il centro quando l'azione si interrompe.
L'Atalanta ha mostrato possibilità e limite
Sul pareggio, Njie ha attaccato il secondo palo sul cross di Jimenez. Un argomento concreto a favore dell'ampiezza e dell'ala che entra in area invece di aspettare sulla linea laterale. Il gol di João Mário ha mostrato un'altra strada: il terzino che viene dentro. La Fiorentina ha saputo ribaltare il risultato.
Non ha saputo difendere il vantaggio. Il solo 2–2 non dimostra che ogni problema sia dipeso dalle coperture preventive: per stabilirlo bisogna studiare le singole sequenze. Dimostra però un fatto più semplice: ancora una volta passare avanti non è bastato per prendere il controllo della partita.
È qui che Vanoli deve migliorare la squadra. Quando un terzino sale, il centrocampista vicino deve sapere se accompagnare o presidiare quel settore. Se entrambi i terzini sono oltre la palla, ai centrali serve una struttura di protezione adeguata. Un solo regista non può organizzare il possesso, raccogliere le seconde palle e difendere contemporaneamente tutto lo spazio davanti alla linea arretrata.
Alla Fiorentina non serve il divieto di attaccare. Serve decidere chi protegge il suo attacco.
È una direzione di lavoro proposta, non l'affermazione che ogni rete incassata abbia la stessa causa. Giudicare un allenatore dal modulo è comodo. Giudicarlo dall'organizzazione dietro la palla è più difficile, ma molto più utile.
Che cosa può dare un altro cambio e quanto costa
Un nuovo tecnico può aiutare se individua il problema e ha una soluzione adatta a questi giocatori. Può semplificare i compiti, chiudere il centro, cambiare gerarchie e restituire chiarezza alle decisioni. Se un allenatore non riesce più a far rispettare i principi, la continuità smette di essere un vantaggio.
Non abbiamo però elementi sufficienti per dichiarare che lo spogliatoio abbia respinto Vanoli. Neppure il pareggio con l'Atalanta autorizza questa conclusione. Cambiarlo soltanto per ottenere una scossa comporterebbe un altro adattamento: nuove distanze tra i reparti, nuove uscite dalla pressione, nuovi criteri nelle scelte. Per una squadra già instabile è un costo concreto.
Prima di cambiare, il club dovrebbe rispondere a tre domande. Che cosa farebbe diversamente il successore? Quali giocatori ne trarrebbero beneficio? Quanto tempo servirebbe? Se la risposta è soltanto “serve una scossa”, non c'è un piano sportivo. C'è la speranza che un altro nome assorba il peso del disordine attuale.
Che cosa pretendere a Sassuolo
Non bastano un buon primo tempo o il richiamo alla sfortuna. Vorrei vedere soprattutto tre cose: reazione collettiva alla perdita del pallone, copertura delle avanzate laterali e decisioni più calme dopo il vantaggio. Senza questi segnali, persino una vittoria potrebbe restare un episodio anziché aprire una crescita.
Conta anche attraversare i momenti difficili. La squadra sa ridurre il rischio per qualche minuto, uscire dal pressing e allontanare il gioco dalla propria area? Quando viene superata la prima pressione, il centrocampo rientra compatto oppure lascia i difensori contro gli avversari in campo aperto? Sono domande che spiegano il lavoro del tecnico meglio dei suoi gesti a bordo campo.
Questo non significa ignorare il risultato. Con cinque punti il margine è ridotto. Ma bisogna distinguere una sconfitta sfortunata con progressi visibili da una vittoria casuale in cui il portiere nasconde ancora una volta i problemi della struttura.
Il mio giudizio: confermarlo, senza fingere che basti aspettare
Oggi terrei Vanoli. Non è una fiducia senza scadenza. È un periodo breve, con criteri chiari, per lavorare su ciò che sta davvero costando punti. Sassuolo e la partita successiva devono fornire elementi di giudizio, senza ridursi al rito in cui una vittoria assolve tutto e una sconfitta condanna tutto.
Il tecnico deve dimostrare di poter interrompere gli errori ricorrenti. La società deve dimostrare di saper valutare più dell'ultimo risultato. Se la squadra continuerà a perdere il controllo dopo i propri attacchi e non migliorerà nell'organizzazione, difenderlo non sarà più giustificato. Allora il cambio sarà conseguenza di una diagnosi, non un altro tentativo di calmare la delusione della serata.
Il Vanoli dopo Pioli meritava riconoscenza per avere salvato la stagione. Quello dopo Grosso deve dimostrare di saper fare qualcosa di più che salvarla di nuovo. La Fiorentina non può ricostruire ogni pochi mesi e poi stupirsi di abitare ancora in un cantiere.
Fonti e criteri
Situazione al 1° novembre 2026, prima di Sassuolo–Fiorentina. Il bilancio attuale del tecnico comprende soltanto le sue sei gare di campionato. Medie calcolate dalla redazione. Valutazioni tattiche e giudizio sulla panchina sono opinioni editoriali, non notizie su decisioni societarie.
- Sky Sport: il ritorno di Vanoli
- Rai: esonero di Pioli dopo dieci giornate
- Sky Sport: classifica finale 2025/26
- Corriere dello Sport: modulo e cambiamenti nella rosa
- Lega Serie A: Fiorentina–Atalanta 2–2
- LaViola: situazione della panchina, 1 novembre
- Risultati: per Vanoli conteggiate solo le gare dall’11 settembre


